29 Ottobre 2026

Perché fare Zag, se l’algoritmo premia gli Zig e altre riflessioni post Storytelling Festival

Per il decimo compleanno da consulente di comunicazione e copywriter freelance mi sono regalata lo Storytelling Festival 2026. È stata la prima volta a sud di Roma per un evento dedicato al mio mestiere (le mie radici molisano-pugliesi hanno apprezzato). Una tre giorni all’altezza delle aspettative, devo ammetterlo. 
 

Un programma denso, articolato, giusto qualche spazio pubblicità più lungo della soglia di attenzione residua, ma per il resto nessun dubbio. Felice di aver fatto più di millecinquecento chilometri andata e ritorno per essere al Teatro Piccinni di Bari il 16, 17 e 18 ottobre per la settima edizione dell’evento ideato da Cristiano Carriero e organizzato da La Content.

 
Paolo Iabichino, Valentina Falcinelli, Francesco Oggiano, Flavia Brevi, Enrico Marchetto, Antonio Losito, Luca Perri, Matteo Caccia, Chiara Tagliaferri. Solo per citare alcuni degli e delle ospiti che hanno portato il proprio contributo sul palco dello Storytelling Festival. 
 
Alcuni nomi stra-conosciuti, potrei dire punti di riferimento fondanti per il mio percorso professionale, altri vere e proprie celebrità nella mia bolla, altri ancora sconosciuti e sorprendenti. Chi ha portato visione, chi ispirazione, chi senso di appartenenza, chi strumenti pratici immediatamente spendibili nella quotidianità, chi intrattenimento puro, molti sia formazione, sia intrattenimento, chi esperienze fuori dal comune, chi esperienze comuni a tanti di noi. 
 
Punti di vista diversi, un unico denominatore: affermare il potere delle storie e delle connessioni umane in un mondo di performance matematiche.
 
Un mondo in cui gli algoritmi rischiano di cancellare il senso della creatività pubblicitaria: perché essere originali e distintivi se l’algoritmo premia chi ripete ossessivamente i trend del momento?
 
Un mondo in cui l’IA generativa ha reso chiunque abbia accesso a internet capace di sfornare testi perfetti, talmente perfetti da perdere qualsivoglia inciampo, particolarità, interesse. Perfetti e identici come i prodotti delle catene di montaggio.
 
Una situazione a cui noi copy comunque siamo abituati, sicuramente più delle altre professionalità del settore, perché fino a oggi in molti erano convinti che bastasse possedere una penna e la capacità di scrivere in italiano per saper costruire e raccontare un brand. Quello che i grafici hanno provato con Canva e i fotografi, i videomaker, gli art, stanno provando con l’AI generativa, noi lo proviamo da sempre, adesso la questione è solo portata alle estreme conseguenze. C’è questo grandissimo malinteso tra lo strumento e la professionalità, che oggi più che mai è sotto gli occhi di tutti (ho messo qualche esempio nella galleria di foto in fondo: format identici, loghi sminchiati, luoghi irriconoscibili).
 
Negli ultimi mesi mi sono chiesta spesso che senso avesse seguire il celebre motto “When the world zigs, zag” – “Quando tutti fanno Zig, tu fai Zag” che racchiude un po’ il senso della creatività pubblicitaria pre-algoritmo. Ecco, partecipare allo Storytelling Festival mi ha fatto sentire meno sola e mi ha incoraggiato a conoscere ancora di più le regole dello Zig (algoritmi, modelli linguistici predittivi) per scardinarle e puntare ancora più intensamente allo Zag. Perché se c’è una cosa di cui sono sicura è che il nostro lavoro cambierà, sta già cambiando profondamente, ma finché il nostro pubblico sarà anche umano (gli agenti sono già tra noi), nessuna formula matematica potrà mai garantire performance infallibili, perché l’essere umano non lo è. E quindi viva lo Zag.
 
Come al solito mai una gioia, la storia diventa sempre più difficile e inquietante, ma forse più interessante. E il finale? Boh, almeno proviamo a non farcelo scrivere da un bot (lo avevo già detto nel 2023 e lo sottoscrivo).
 
 
 
 
Oltre a queste riflessioni mi sono portata a casa:
 
  • Una carrellata di appunti e citazioni degne di nota. Ne sto facendo un carosello, lo trovi su Instagram.
  • Tre libri con dedica. Un consiglio di lettura. Un museo da visitare. Una parola. Ne parlo nella mia (prima) newsletter in uscita a novembre. Puoi iscriverti dal footer di questo sito.
  • L’invito ad aderire al Manifesto Etico della Scrittura con Intelligenza Artificiale. Per info e adesioni trovi tutto qui: manifestoetico.it 

 

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