Ho detto sì

5 buone ragioni per aprire un blog

27 agosto 2017

Aprire un blog

Ne ho davvero bisogno?

Oggi ti voglio raccontare perché alla soglia dei 36 anni ho deciso di sposarmi, no, non con un uomo, quello l’ho già fatto quattro anni fa, stavolta ho deciso di aprire un blog, seriamente, mi sposo con pubblico e motori di ricerca. Anche se loro ancora non lo sanno.

Ebbene sì, aprire un blog è un po’ come sposarsi, ti impegni a condividere pezzi di vita, dedicare tempo, coccolare assiduamente l’altro, non tradire la sua fiducia. In questo caso l’altro è rappresentato da pubblico di lettori e motori di ricerca. Entrambi pronti a darti gioie e dolori: apprezzamenti, condivisioni, visibilità, conversioni, ottimi page rank e posizionamenti nelle SERP oppure, al contrario, critiche, indifferenza, solitudine, derisioni, penalizzazioni e posizioni infime nelle pagine dei risultati. Esattamente come in un matrimonio tanto dipende dal tuo atteggiamento, dalla passione e dalla bravura nel portare avanti questo rapporto.

Ho aspettato molto, forse troppo (è una roba seria sposarsi ragazzi!) ma alla fine mi sono decisa. In questo primo post voglio lanciare il mazzolino, condividere dubbi e paranoie di una blogger wannabe ma anche scrivere le 5 buone ragioni che mi hanno fatto dire sì. Magari il prossimo ad aprire un blog potresti essere tu.

Chi me lo fa fare?
Nel 2016 si contavano una cosina come 76,5 milioni di blog aperti soltanto con WordPress (Hosting Facts). Secondo l’Osservatorio Blog 2016 (Imageware) in Italia più della metà dei blog esistenti sono scritti e curati da donne fra i 25 e i 35 anni e molti, moltissimi di questi sono dedicati alla comunicazione e al web marketing.

Recentemente Riccardo Scandellari ha pubblicato un post dal titolo “Il blogger è morto, i blogger no” in cui emerge tutta la fatica di tenere in piedi un blog in un mondo in cui i contenuti da leggere sono più numerosi dei lettori, in cui è molto più semplice avere successo usando altre piattaforme, social network in primis, anche senza una precisa strategia editoriale.     

Ebbene, perché mai dovrei aggiungere altra legna al fuoco? Perché mai dovrei aprire un blog e impegnare il mio tempo, parecchio tempo, in un’attività così rischiosa poi? Sì rischiosa, perché in un blog personale ci metti faccia, anima, competenze e se qualcosa non funziona nella migliore delle ipotesi resti nell’indifferenza più totale di pubblico e motori di ricerca, nella peggiore puoi mandare all’aria reputazione e anni di lavoro.

Se a questi dubbi aggiungi una naturale riluttanza all’egocentrismo, al so-tutto-io, al ti-do-la-ricetta-definitiva-e-universale-per-risolvere-tutti-i-tuoi-problemi, tipico di tanti blogger (per fortuna non di tutti!), capisci bene perché ho aspettato così tanto.

5 buone ragioni per farlo
Ho aspettato tanto ma oggi ho detto sì. Pronta a rischiare, a condividere pezzi di vita, a parlare del mio lavoro e delle mie passioni professionali: copywriting, marketing, scrittura, comunicazione. Perché per alimentare la passione, qualsiasi passione, eh se ne serve di legna al fuoco e in 5 parole ti racconto perché aprire un blog potrebbe essere una buona idea anche per te e la tua impresa.

  1. AGGIORNAMENTO 
    A prescindere dalla politica di frequenza di pubblicazione (contenuti leggeri e molto frequenti oppure contenuti di spessore e meno frequenti), avere un blog significa tenere aggiornato il tuo sito, partecipare all’attualità delle conversazioni on line, condividere link e backlink, con risvolti estremamente positivi per il tuo posizionamento sui motori di ricerca e per il tuo aggiornamento personale. Non si smette mai d’imparare e avere un blog ti costringe a stare sempre al pezzo. Tornando all’articolo di Scandellari, il blog è uno strumento che insegna la buona comunicazione, la cura per il lettore e il taglio sartoriale delle nostre argomentazioni, se fatto bene, è il miglior biglietto da visita che possiamo costruire e qui mi lego alla seconda ragione pro blog.

  2. AUTOREVOLEZZA
    “Certificazione narrata di competenze” trovo bellissima questa definizione di blog data da Luisa Carrada nel suo “Il Mestiere di Scrivere“, coglie in pieno la capacità del blog di generare stima, reputazione, autorevolezza. Chi sei, cosa sai fare, come lo sai fare traspare senza trucco e senza inganno dal tuo diario professionale. Questo vale per qualsiasi professione e per qualsiasi argomento, oggi un blog può diventare il cuore delle tue relazioni pubbliche e ti permette di intercettare lettori e clienti in qualsiasi parte del mondo.

  3. EMOZIONI
    La magia di un blog sta nella capacità di suscitare emozioni attraverso le storie di chi scrive. Ecco perché una “certificazione narrata di competenze” è mille volte più efficace e interessante di un curriculum vitae o di un profilo Linkedin. Quindi non solo ti mostro quanto sono bravo a fare una certa cosa condividendo con te saperi ed esperienze che possono esserti utili, ma lo faccio strappandoti un sorriso oppure suscitando stupore, interesse, empatia, descrivendo sensazioni, paure, esperienze, problematiche che in qualche modo, per diversi motivi, avvicinano e affezionano chi legge.

  4. PERSONALITÀ
    Cosa ti rende unico? Scrivendo un blog puoi trasferire non solo competenze e storie emozionanti ma anche la tua personalità, il tuo carattere, il tuo stile, le tue opinioni, il tuo frasario, insomma ciò che ti distingue fra i mila milioni di blogger esistenti nel web, ciò che ti rende unico rispetto a coloro che offrono gli stessi beni e servizi, ciò che ti fa scegliere dal tuo pubblico e dai tuoi clienti. Esattamente quello che cercano di fare da sempre piccoli e grandi marchi, creare una personalità, che può piacere o meno, ma sicuramente unica, e raccontarsi attraverso un preciso tono di voce. Aprire un blog ti permette di avere un validissimo strumento di posizionamento nella mente del tuo pubblico.

  5. STRATEGIA
    Esatto il blog è prima di tutto uno strumento, uno strumento di comunicazione e marketing e come tale va inserito in una precisa strategia. Oggi alle aziende, ai professionisti di qualsiasi settore si chiede di comportarsi sempre di più come media company, si chiedono contenuti utili, divertenti, emozionanti, focalizzati sul tema, sul prodotto, sul servizio offerto. E perché mai? Ti starai chiedendo. Perché prima di prendere qualsiasi decisione d’acquisto sempre più persone passano dal web, anzi meglio, dallo smartphone, e si fanno influenzare da quanto viene restituito da motori di ricerca e social network, e bada bene, anche per gli acquisti off line. Se vuoi approfondire questo fenomento dai un’occhiata al report Digital in 2017 di We Are Social in collaborazione con Hootsuite. 

    In questo contesto acquistano grandissimo rilievo le strategie di content marketing e inbound marketing, volte ad attirare i potenziali clienti attraverso contenuti di qualità. E il blog, accanto a social network, a canali video, all’email marketing, può diventare uno strumento altamente strategico per il tuo business.


Ecco dunque perché ho detto sì al mio blog professionale. L’ho fatto con tutto il cuore e farò del mio meglio perché tu pubblico e voi motori di ricerca rispondiate con altrettanto ardore.

Potrebbero interessarti

Comunicazione Pubblicitaria_Hans Brinker Hotel 2_Blog Copybraid
13 settembre 2017

3 regole della comunicazione pubblicitaria

Imprenditori e creatività, uno dei rapporti più difficili e delicati nel mondo della comunicazione pubblicitaria. Non importa quanto il creativo conosca l’imprenditore, non importa quanto sia bravo l’account a mediare, non importa se la creatività sia interna o meno all’azienda, se non vengono chiarite tre regole d’oro della comunicazione...

Punto e virgola_Punteggiatura in Pubblicità_Blog Copybraid
1 settembre 2017

Punteggiatura in pubblicità

Dal grande punto e a capo in cui sono immersa al ruolo della punteggiatura in pubblicità. Vediamo insieme come un punto o una virgola possono cambiare l’intero senso di una comunicazione e quello delle nostre vite. Se è vero, come dice qui Annamaria Testa citando Paul Watzlawick, che punteggiamo...